La frammentaria dislocazione delle parti di un complesso industriale sul territorio – i capannoni, gli uffici, le zone di circolazione, le aree di distribuzione merci – e i rapporti tra questi elementi ci forniscono informazioni su luoghi della produzione spesso interdette alle persone comuni.
Tali segni artificiali lasciati dall’industria nel paesaggio e nell’ambiente urbano, spesso in stridente contrasto con la naturalità dei luoghi, sono dotati di una forte carica simbolica ed emozionale, tale da determinare una nuova riconoscibilità dei luoghi ed esercitare un effetto di suggestione.
Dal punto di vista estetico uno degli effetti più importanti della rivoluzione industriale è stata l’introduzione nel paesaggio di strutture che non avevano nulla a che fare con la scala umana e che riflettevano, piuttosto, la scala sovraumana delle nuove attività industriali.
Troppo spesso, la sola rinaturalizzazione di un sito industriale ne ha provocato un rinnovato abbandono. Si tratta, infatti, di aree già definitivamente modificate, l’attenzione al solo dato naturalistico semplifica la visione del paesaggio industriale che, invece, è sempre stato fortemente antropizzato.
Ci suggerisce A. Geuze: le zone industriali spesso sono il luogo di un’incredibile varietà della presenza umana e di una sorprendente ricchezza ecologica
Premi:
- al 1° classificato un premio di 20.000,00 euro
- al 2° classificato un premio di 10.000,00 euro
- al 3° classificato un premio di 5.000,00 euro
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