Un posto di primissimo piano per il grande paese orientale così duramente colpito dallo tsunami. A intervenire, nell’ambito del ciclo di conferenze “Costruire, Abitare, Pensare”, Kengo Kuma e Kazuyo Sejima.
L’edizione 2011 di Cersaie darà ampio spazio alla cultura architettonica giapponese, proprio nell’anno in cui il Paese è stato messo a dura prova da due eventi devastanti: terremoto e tsunami. A prendere la parola, alla 29ª edizione del Salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredobagno, che si terrà a Bologna dal 20 al 24 settembre, saranno due protagonisti assoluti dell’architettura nipponica contemporanea e internazionale: Kengo Kuma e Kazuyo Sejima.
“Power of the place”, il potere dei luoghi. Questo il titolo dell’intervento di Kuma, fondatore del prestigioso Kengo Kuma & Associates di Tokyo e autore di alcune tra le opere di architettura più importanti e ardite realizzate sul suolo giapponese e non solo, tra cui la “Water/Glass House” di Shizuoka e il “Toyoma Center for Performance Artes” di Miyagi, lo “Stone Museum” di Tochigi e il Nezu Museum di Tokyo. Filo conduttore delle opere, per un’artista che sta seguendo attualmente diversi grandiosi progetti tra Cina ed Europa (vale la pena ricordare l’Arts Centre di Besançon, in Francia, e il Performing Arts Centre di Granada, in Spagna), il “vuoto”, che con Kengo Kuma entra a far parte a pieno titolo dell’architettura, al pari degli altri materiali da costruzione. “Il vuoto – ebbe a dire lo stesso Kuma in una lectio magistralis tenuta nel
Architettura come strumento, costruzione come atto di “rispetto” verso la natura. E come capacità di saper coniugare design e tecnologia, avanguardia e recupero dell’antichissima tradizione nipponica, con le sue geometrie minimaliste, nella capacità, in definitiva, di collegare il materiale e l’astratto che un’altra protagonista è stata invitata a raggiungere Bologna per la prossima edizione del Salone.
Kazuyo Sejima – che terrà una lectio magistralis venerdì 23 settembre alle ore 11.00 – è titolare di un proprio studio di architettura dal 1987. Nel 1995 – insieme a Ryue Nishizawa – fonda Sanaa, lo studio di Tokyo che ha firmato alcune fra le più innovative opere di architettura realizzate di recente in tutto il mondo, dal New Museum of Contemporary Art di New York al Serpentine Pavilion di Londra, dal Christian Dior Building di Omotesando (Tokyo) al 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, premiato nel 2004 col Leone d’Oro alla 9ª Mostra Internazionale di architettura della Biennale di Venezia. Ed è proprio Toyo Ito – suo maestro e primo “datore di lavoro” – a descriverla come “un architetto che usa la massima semplicità per collegare il materiale e l’astratto”. Con la capacità di valorizzare al massimo, nell’arte architettonica, le differenze di genere, tanto da essere la prima donna a curare, sempre per
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