Le possibilità sul futuro delle detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico cambiano di giorno in giorno e risulta difficile prevedere cosa hanno in mente i “nostri “ politici in merito.Si discute sulle rinnovabili con grandi polemiche e forti interessi economici, ma se di green si vuole parlare sicuramente l’energia più green è quella non richiesta. Quello che dovrebbe essere alla base di una riduzione di consumi energetici ossia un edificio il più possibile efficiente e con un fabbisogno di energia il più possibile vicino allo zero vien messo in secondo piano rispetto alla ricerca di energia. A noi questo sembra un controsenso.I provvedimenti per incentivare gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici sono ormai in un “limbo” da qualche anno, senza certezze e quindi difficili da programmare e realizzare. Il Ministro dell’Ambiente Clini, aveva parlato di stabilità, ma se la stabilità è quella che si vede all’orizzonte non ci stiamo.Nelle ultime versioni in bozza del “Provvedimento urgente in materia di infrastrutture e trasporti”, si prevedeva prima una proroga del 55% ancora per 1 anno poi ridotta a 6 mesi, per poi convergere nelle detrazioni del 36%. Tali detrazioni verrebbero poi innalzate al 50%. Il condizionale è d’obbligo perché ormai i cambiamenti sul tema sono giornalieri e risulta difficile dare delle informazioni certe.Tutto è ancora molto, troppo vago, e la preoccupazione è che resti confuso e non strutturato anche nelle decisioni finali!Equiparare gli interventi di riqualificazione energetica alle ristrutturazioni di interni è lontano dall’idea di una politica energetica che punta ad edifici “zero Energy”. Inserire tutti gli interventi in uno stesso calderone, che sia il 50% o il 36%, non aiuterà il miglioramento del nostro patrimonio nazionale sotto il punto di vista energetico ambientale.Sia nel caso che dall'anno prossimo il 55% confluisca nel 36%, sia nel caso che il bonus per le ristrutturazioni aumenti dal 36 al 50%, lo Stato non avrà più nessun riscontro su quali saranno i risultati in termini di tipologia e di numero di interventi effettuati, né di risparmio energetico ottenuto, né di limitazione di emissione di gas climalteranti e soprattutto l’utente non sarà più obbligato a rispettare limiti più virtuosi e certificarli.Se questa sarà la scelta del Governo, sicuramente non crediamo sia una scelta meditata pensando ad una politica energetica per il paese che possa portare ad una riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti.Con la presente VOCE ANIT chiediamo a tutti coloro che la condividono di sottoscrivere la richiesta di
:- una politica energetica a lungo termine: tempi che permettano una programmazione degli interventi e delle strategie di impresa,
- un piano energetico sostenibile e di supporto alle imprese: prevedere, in questo momento di crisi, aiuti al settore delle costruzioni non in maniera casuale ma nella direzione di edifici sostenibili, nuovi e riqualificati, che possano con il tempo diventare la regola senza bisogno di sostegno,
- certezze: provvedimenti sostenibili, sicuri e per un periodo quantomeno in linea con la durata degli interventi previsti
,- distribuzione degli eventuali incentivi su tutto l’edificio: non finanziare solo la ricerca di energia green ma sostenere anche gli interventi che permettono di ridurre questa richiesta di energia.
Se condividi questa posizione divulga il documento e invia un email a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. con oggetto “condividolavoceANIT-1-2012”, inserendo: nome, cognome, provincia di appartenenza, da chi hai ricevuto il documento, nonché eventuali commenti e suggerimenti.
Costruiremo insieme un corteo virtuale a supporto dell’efficienza degli edifici, dell’edilizia sostenibile ma soprattutto delle leggi sostenibili.
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