Il 2011 si chiude con il mese di dicembre che fa registrare un +48,7% in valore rispetto adicembre 2010, che porta il totale del 2011 ad un -4,8% rispetto all’anno precedente; il primosemestre si era chiuso con un pesante -34,2% rispetto al primo semestre del 2010.Questo in sintesi risulta dall'aggiornamento al 31 dicembre dell’osservatorio OICE-Informatelsul mercato pubblico dei servizi di ingegneria e architettura.Le gare rilevate nel mese di dicembre sono state 280 (di cui 26 sopra soglia), per un importocomplessivo di 48,3 milioni di euro (37,5 sopra soglia). Rispetto a dicembre 2010 il numero deibandi scende del 22,2% (-49,0% sopra soglia e -17,8% sotto soglia) e il loro valore, come detto,cresce del 48,7% (+97,8% sopra soglia e -20,3% sotto soglia).In tutto il 2011 sono state indette complessivamente 3.827 gare (di cui 424 sopra soglia),per un valore complessivo di 560,1 milioni di euro (420,3 sopra soglia). Il confronto con lo stessoperiodo del 2010 è negativo: il numero delle gare scende dell’1,8% e il loro valore del 4,8%.Continuano ad essere eccessivi i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai datiraccolti a dicembre il ribasso medio sul prezzo a base d'asta, per le gare indette nel 2010, è al41,8%. Le prime informazioni sulle principali gare indette nel 2011 e già aggiudicate ci danno unribasso medio del 40,7%.

I dati del secondo semestre del 2011 mostrano un certo recupero – ha dichiarato ilpresidente dell'OICE Gabriele Giacobazzi – Per il 2012 ci aspettiamo che il Governo sblocchile grandi opere e permetta alle medie e piccole amministrazioni di riprendere gli investimenti.Ma l'aspettativa più rilevante è per gli assetti di mercato. Segnaliamo da anni che il settoredell'ingegneria e dell’architettura è fortemente penalizzato da una presenza pubblica, che si esplicasotto varie forme, molto invadente e che costringe i liberi professionisti e le società di ingegneriaa svolgere la propria attività in un ambito di mercato sempre più ridotto e con compiti e ruolisempre più marginali. Accogliamo quindi con particolare favore i contenuti della segnalazionedell'Antitrust del 5 gennaio, che ha richiesto al Governo di modificare il Codice dei contrattiprevedendo un espresso divieto di affidamento in house e ci auguriamo che la sollecitazione siaal più presto accolta dal Governo nell'ambito dei provvedimenti che si stanno adottando sul temadelle liberalizzazioni. Altrettanta soddisfazione esprimiamo – ha continuato il presidente OICE– per l'avvio del corposo lavoro che il Governo sta portando avanti nell'ambito della c.s. spendingreview: anche in questo ambito non si può non sottolineare come la permanenza dell'incentivo del2% del valore dell'opera a favore dei dipendenti tecnici delle stazioni appaltanti rappresenti un veroe proprio non sense: in quale altro ambito del pubblico impiego si devono incentivare i dipendentipubblici a fare quello per il quale sono stati assunti? Il tutto senza parlare delle diseconomie (il 2% del valore dell'opera è un valore ben superiore al valore dei servizi che con gara si assumonodal mercato) e del basso livello qualitativo dei progetti che questo vero e proprio privilegiodetermina. Infine – ha concluso Gabriele Giacobazzi – per quel che attiene alla bozza di decretosulle liberalizzazioni, va accolta con favore la proposta di affidare all'Autorità per la vigilanza suicontratti pubblici la vigilanza e la regolazione sull'intero sistema dei trasporti, compreso quelladella mobilità urbana, che potrebbe avere il merito di ricondurre ad unità il controllo non solo sugliappalti pubblici, ma su tutte le concessioni di lavori e servizi pubblici"
Tornando ai dati dell’osservatorio l'analisi per tipologia di stazione appaltante mostra, neidodici mesi 2011 rispetto all'analogo periodo del 2010, in campo positivo le Amministrazionicentrali e periferiche dello Stato, 213 gare per 77,2 milioni (+93,6% in numero e +15,3% in valore),le Province, 349 gare per 70,4 milioni (+15,1% in numero e +114,5% in valore), i Consorzi, lecomunità montane e altro, 186 gare per 16,2 milioni (+30,3% in numero e +70,0% in valore), gliIstituti per l’edilizia residenziale pubblica, 48 gare per soli 3,1 milioni (+77,8% in numero e +33,7%in valore). In campo positivo nel numero ma negativo nel valore: le Amministrazioni regionali,217 gare per 50,8 milioni (+77,9% in numero e -26,4% in valore), le Università e gli enti di ricerca,93 gare per 21,7 milioni (+89,8% in numero e -61,2% in valore). Sono in campo negativo sia nelnumero che nel valore: le Amministrazioni comunali, 2.231 gare per 118,5 milioni (-14,2% innumero e -15,6% in valore), le Concessionarie e i Privati convenzionati, 352 gare per 188,5 milioni(-12,2% in numero e -2,2% in valore), le Aziende sanitarie e ospedaliere, 106 gare per 13,4 milioni(-10,9% in numero e -27,3% in valore).La posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei si rileva dal numero delle gare italianepubblicate sulla gazzetta comunitaria, che è passato dalle 403 del 2010 alle 424 del 2011, +5,2%.Nell'insieme dei Paesi dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architetturapresenta, nello stesso periodo, una crescita maggiore di quella italiana, +13,4%. Sempre moltomodesta, al 2,7%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando digran lunga inferiore rispetto a quella di Paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 42,5%,Germania 12,1%, Polonia 6,3%, Spagna 4,5%, Gran Bretagna 4,1%.In forte recupero l’andamento delle gare miste, cioè per progettazione e costruzione insieme.Nei dodici mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, il valore messo in gara scende solodell’1,0%, dopo che il primo semestre si era chiuso con un -52,5%.
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