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gio 23 maggio 2013
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Tags: snaidero, design

OLA_20_G_01Straordinario il successo che sta riscuotendo la presentazione della nuova cucina OLA 20, l’ultimo progetto a firma Pininfarina di Snaidero, in Francia. A Lione si è aggiudicata il trofeo Sadecc per il Design e, presso il flagship store Snaidero di Metz, alla presenza del Presidente Edi Snaidero e di Paolo Pininfarina, è stata accolta con grande entusiasmo, a conferma della grande attrattività del design Made in Italy nel mondo. La fiera di Lione, seconda in ordine di importanza solo a quella di Parigi, è l'evento espositivo di riferimento per i professionisti del settore arredamento francese, che qui vengono per scoprire nuove proposte e le future tendenze del mercato. In occasione di questo importante appuntamento fieristico, vengono assegnati gli ambiti Trophees Du Sadecc che quest'anno hanno visto Snaidero vincitrice nella categoria design per i mobili da cucina, con il modello Ola 20 - nato dalla collaborazione con il designer Pininfarina. Selezionata tra un ampio numero di espositori, da una giuria formata da giornalisti e da professionisti del settore, Ola 20 di Snaidero è stata, infatti, la più votata dai visitatori della fiera, riconoscendo, quindi, l'autenticità e l'originalità di un progetto che, grazie al suo forte impatto architettonico, esce da schemi ormai standardizzati, risolvendo in una forma nuova ed armoniosa le funzioni irrinunciabili di una cucina. 65 anni di esperienza e tradizione. Da oltre 40 anni protagonista dell’export italiano in oltre 80 paesi al mondo. Pochi numeri che legittimano il ruolo di Snaidero come ambasciatore dell’Italian Lifestyle sulla scena internazionale. Ne è una chiara dimostrazione lo straordinario successo riscosso da Snaidero in Francia nel corso di un evento di presentazione del progetto OLA20 presso uno dei flagship store più rappresentativi, quello di Metz: l’evento organizzato in grande stile, si è caratterizzato per la presenza del Presidente Edi Snaidero e del Presidente Paolo Pininfarina, oltre che di oltre 250 persone tra cui una spiccata rappresentanza di giornalisti e ospiti provenienti dal mondo del design e dell’architettura. Protagonista dell’evento l’autentica cucina italiana, intesa sia come eccellenza di design e progettazione attraverso il grande impatto di OLA20 sia l’eccellenza della nostra dieta mediterranea resa protagonista attraverso un autentico live cooking show su alcune cucine funzionanti all’interno dello showroom. Grande soddisfazione emerge dalle parole del Presidente Edi Snaidero: “OLA 20 con la sua flessibilità e la sua dinamicità innovativa, rappresenta oggi la nostra migliore risposta alla richiesta nel mondo di design, progettualità e lifestyle Made in Italy. Personalmente ritengo che l’approccio di Snaidero al tema dell’innovazione, l’uso espressivo di nuovi materiali e processi industriali come quello della laccatura micalizzata, rappresenti un modello di riferimento unico nel suo genere, e la chiave di successo per la riconoscibilità e l’affermazione dei nostri prodotti nel mondo”.

Redazione INFORTEC: comunicati stampa

Mercoledì 04 Maggio 2011 | 1950 hits |  E-mail
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Aziende/Eventi

MX Group, azienda leader nel settore fotovoltaico, specializzata nella produzione di moduli e nella realizzazione di impianti chiavi in mano, partecipa a Solarexpo 2011 a Verona dal 4 al 6 maggio (padiglione 10, stand C2.3). Tra le proposte dell'azienda di Villasanta (MB) il nuovo sistema di copertura fotovoltaica integrata MX RED e la pensilina fotovoltaica Snail.

3 maggio 2011 - MX Group partecipa a Solarexpo, la mostra internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita, proponendo la propria specificità di azienda italiana che produce moduli di qualità, progetta e realizza impianti chiavi in mano, sviluppa soluzioni complete per una sempre più vasta e diversificata applicazione del fotovoltaico.

Al Salone MX Group propone MX RED, un nuovo sistema di copertura per la realizzazione di tetti fotovoltaici. Il sistema è costituito da un insieme di elementi che si integrano completamente con la struttura architettonica equilibrando gli aspetti tecnici ed estetici. I moduli fotovoltaici vengono utilizzati come materiale di copertura e diventano una componente attiva dello spazio architettonico. Il risultato è una costruzione sicura, duratura ed esteticamente armoniosa, con caratteristiche antincendio e che assolve a specifiche funzioni di isolamento termico, tenuta all’acqua e tenuta meccanica. 

Presso lo stand di MX Group saranno esposti moduli fotovoltaici altamente efficienti prodotti nello stabilimento di Villasanta (MB), in particolare il prodotto di punta Suncase MX 60, per qualsiasi installazione su tetto e terreno, e il Suncase MX 48, modulo semitrasparente.

MX Group porta a Solarexpo anche Snail, la pensilina fotovoltaica sviluppata in collaborazione con GCI Group. Nella versione base, la pensilina occupa una superficie dalle dimensioni relativamente contenute (minimo 14,5 metri quadrati) ed è realizzata con pannelli fotovoltaici Suncase MX 60 (otto da 230 Wp), per una potenza complessiva di 1,840 kWp. L'energia elettrica prodotta può essere utilizzata per alimentare biciclette e veicoli elettrici. Il design è accattivante e funzionale e la struttura permette l'inserimento di grafiche personalizzate a fini promozionali. 

Martedì 03 Maggio 2011 | 876 hits |  E-mail
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Aziende/Prodotti

chiusure_hormann

Durante le veloci, quotidiane manovre di carico-scarico, possono verificarsi alcune problematiche dettate da momenti di disattenzione: può capitare ad esempio che  i camion non vengano bloccati a seguito dell'attracco e che si allontanino ad operazione in corso. Il produttore di porte, portoni e tecnologie di carico-scarico Hörmann offre ora con Dock Control una soluzione che implementa palesemernte la sicurezza sulla pedana di carico.

“Molti incidenti dipendono da manovre di attracco non eseguite correttamente o da camion non ben bloccati”, spiega Rüdiger Bierhenke, direttore vendite dei sistemi industriali e delle tecnologie di carico-scarico Hörmann. Per aumentare la sicurezza, Hörmann, quale fornitore globale, ha sviluppato un nuovo sistema che si compone essenzialmente di tre elementi: un misuratore della distanza nel respingente di attracco, un cuneo ed una pedana di carico con sensori ed un'unità di comando. Il sistema facilita l'attracco, blocca manovre scorrette e avvisa i lavoratori in caso di pericolo. Tutto questo grazie ad una tecnologia sviluppata da Hörmann che regola le sequenze operative in ogni fase di carico e scarico.
Fase 1: attracco
Affinché la pedana poggi con sicurezza sul pianale di carico, il camion deve essere attraccato con estrema precisione, ossia deve arrestarsi alla distanza corretta dalla banchina di carico. Tale distanza viene misurata dal sensore posizionato nel respingente di attracco (Hörmann Intelligent Buffer, HIB) che attiva un semaforo. Il “rosso” segnala al conducente del camion che ha raggiunto la posizione ottimale. Grazie a tale tecnologia, si evitano così danni alla pedana o al veicolo, causati da un attracco scorretto.

Fase 2: Apertura del portone e posizionamento della pedana di carico
Uno dei maggiori rischi durante l'operazione di carico è l’allontanamenmto del camion dovuto all'assenza di un cuneo. Il Dock Control Hörmann assicura che il veicolo sia bloccato prima di consentire l’apertura del portone industriale. Il sistema blocca in sostanza l'apertura del portone fino a quando il sensore del cuneo non emette un segnale di sblocco attraverso il robusto cavo. All'interno lampeggia il semaforo "rosso" – il portone sezionale può essere aperto. Si impedisce così che il portone rimanga aperto e che costituisca un pericolo di caduta per persone e carrelli elevatori.

Fase 3: operazione di carico-scarico
Il portone comunica al sistema quando è completamente terminata la fase di apertura. Solo allora la pedana di carico può essere appoggiata sul camion e può avere inizio l'operazione di trasporto delle merci durante la quale il sistema avvisa della presenza di eventuali pericoli. Se il cuneo scivola per alcuni movimenti del camion, il semaforo all'interno passa immediatamente sul "rosso" e si avvia una sirena. In alcuni casi può succedere che il camion si allontani nonostante i cunei. Il misuratore della distanza nel respingente antiurto  registra in tal caso subito il movimento ed emette un segnale di avviso.

Fase 4: Distacco
Come all'attracco, anche in questa fase il Dock Control Hörmann garantisce il controllo del processo inverso: alsollevamento della pedana di carico, il semaforo nel capannone scatta sul "rosso"; dopo la chiusura del portone il semaforo esterno segnala con "giallo" lampeggiante che il cuneo può essere rimosso;infine, il "verde" segnala al conducente che può partire.
Il sistema di sicurezza Dock Control regola quindi l'intero processo di carico e scarico e contribuisce in modo determinante ad evitare incidenti.

Martedì 03 Maggio 2011 | 1796 hits |  E-mail
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Aziende/Prodotti

articIDEALE PER AMBIENTI AD ALTO TRAFFICO, FA PARTE DELLA GAMMA XILOFLOOR SILENT-CLICK FOUR DI MACCANI PAVIMENTI

Il listone 055 artic oak è una delle 10 referenze colore della collezione Silent Click di Xilofloor, una linea omologata nella classe europea AC4, che indica la resistenza alle abrasioni, e IC2 per la resistenza alle impatto, come richiesto dalle principali normative europee. Xilofloor, di Maccani Pavimenti è garantita per 15 anni ed è particolarmente idonea per gli ambienti domestici o pubblici a basso passaggio e può armonizzarsi con qualsiasi ambiente, sia classico che moderno,  date le sue numerose varianti.

La linea è corredata dai relativi accessori come i battiscopa, le soglie, i giunti, i kit di posa e i prodotti specifici per la pulizia.

 

Le misure del listone 055 artic oak:

 

Spessore in mm.

Larghezza in mm.

Lunghezza in mm.

Mq. per pacco

9,80

194

1215

1,42

 

 

 

 

PER CONSERVARLO:

Non appoggiare sul pavimento strutture molto pesanti; non utilizzare per la pulizia prodotti detergenti con cera, oli o lucidanti; rimuovere l’acqua in eccesso una volta lavato il pavimento; applicare i feltrini ai piedi dei mobili; mantenere una temperatura ambientale tra 18 e i 22°C con umidità relativa compresa tra 55% e 65%; controllare l’umidità ambientale nel periodo invernale; apponendo le vaschette umidificatrici ai radiatori. 

Xilofloor è la linea di laminati di Maccani Pavimenti, molto resistente agli urti, ai tacchi a spillo, ai prodotti chimici, alle bruciature di sigarette e alle macchie. Ha un costo ridotto rispetto a un pavimento in legno, è igienica, semplice da pulire e inoltre si adatta alla perfezione all’impianto di riscaldamento a pavimento.  

Xilofloor è una linea “silenziosa” perchè si presenta in doghe già accoppiate ad un materassino antirumore che non solo facilita la posa ma rende il pavimento molto silenzioso e stabile. Grazie ai sistemi brevettati d’incastro “Vaelinge” e “Unilin”, i pavimenti  si installano a secco senza colla e senza l’intervento di personale specializzato.

 

www.maccani.it

Martedì 03 Maggio 2011 | 1714 hits |  E-mail
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Aziende/Eventi

marmo

La Mostra di Pietre, Tecnologie e Design, leader mondiale del settore, guarda con interesse ai Paesi con un mercato in crescita e radica la propria presenza all’estero, raddoppiando gli appuntamenti negli Usa e in Arabia Saudita. 

Verona, maggio 2011. Marmomacc cambia le date e torna a settembre: la 46^ edizione della Mostra Internazionale di Pietre, Tecnologie Design, (www.marmomacc.com) si svolgerà a Veronafiere da mercoledì 21 a sabato 24 settembre 2011. 

Rassegna leader nel mondo con oltre 1500 espositori da 56 Paesi e 56 mila operatori professionali di cui il 48,5% da 132 Paesi nell’edizione 2010 su una superficie netta di 77.782 metri quadrati, Marmomacc si conferma come il più importante e qualificato appuntamento internazionale per la commercializzazione e l’aggiornamento professionale per i comparti del settore: dalla pietra grezza, alle realizzazioni di design in pietra, dai macchinari, ai prodotti strumentali e agli accessori. Per la 46^ edizione le aspettative sono alte: infatti, Marmomacc prevede di mantenere i dati in linea con quelli del 2010.

 L’aumento pari al 12,5% degli operatori esteri nel raffronto 2010/2009 è un buon segnale che anticipa l’attesa anche per il 2011 di visitatori stranieri dalle aree geografiche economicamente più dinamiche, quali Asia e Sud America.

Tra le aree geo-economiche che hanno fatto registrare gli incrementi più sensibili, si segnalano l’Africa  (+9,06%) con l’ingresso di nuovi paesi africani nella visitor list quali Madagascar, Mozambico, Namibia, Nigeria, Guinea e Sudafrica; l’Asia dell’Est  (+23,79%) grazie soprattutto a Singapore (+64%) e India (+54,1%), paese nel quale Veronafiere ha aperto “Veronafiere Lems India Ltd.”, società nata per l’organizzazione diretta di eventi e iniziative volte a favorire l’interscambio; in crescita anche Taiwan, Vietnam e Corea del Sud. L’Australia e l’Oceania si mantengono stabili, con un aumento della Nuova Zelanda (11,76%).  Buona tenuta del Nord America, che registra un forte incremento di operatori provenienti dal Canada (+27,8%).

Nell’Ue (+6,14%), oltre alla Germania (+19,8%), che è uno dei mercati più importanti per i prodotti lavorati  che in questi ultimi mesi sta dando segnali di ripresa, emergono Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Portogallo, Regno Unito e Svezia.

Il resto dell’Europa ha registrato un aumento del 6,49% delle presenze di operatori, grazie a paesi come Croazia, Norvegia, Russia, Serbia, Svizzera, Turchia e Ucraina.

Nel Medio Oriente si sono distinti Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar.

Sud e Centro America (+23,7%) hanno visto una forte presenza di operatori provenienti da Brasile e Messico, tra i principali mercati di riferimento del settore.

 

INTERNAZIONALIZZAZIONE E PARTNERSHIP

Prosegue con successo anche il processo di internazionalizzazione della rassegna, e, con esso, del sistema imprese afferente, attraverso una linea di radicamento sui mercati esteri, in particolar modo, in paesi come India, Cina, Brasile, Stati Uniti e Medio Oriente. Marmomacc si conferma, così, piattaforma internazionale al servizio di imprese, associazioni di categoria ed istituzioni, dove le aziende italiane promuovono il meglio del made in Italy in termini di prodotti, design e macchinari. 

Subito dopo la chiusura della 46^ edizione di Marmomacc, infatti, Veronafiere parteciperà assieme a Confindustria Marmomacchine, alla Saudi Stone-Tech (16-19 ottobre) di Riyad in Arabia Saudita, una rassegna dedicata al building e, al cui interno, verrà organizzata una vera e propria “fiera nella fiera” per il settore della pietra, materiali e tecnologie e per la quale i due partner cureranno la partecipazione italiana. La collaborazione tra Veronafiere e Confindustria Marmomacchine, che rappresenta oltre 330 imprese tra produttori di materiali lapidei e costruttori di macchine e attrezzature per la relativa estrazione e lavorazione, è il frutto dell’accordo firmato lo scorso febbraio per la partecipazione a rassegne e la gestione congiunta e condivisa di nuovi eventi fieristici o iniziative commerciali in aree in forte sviluppo quali Brasile, Cina, India e Golfo Persico, siano esse promosse e organizzate da Veronafiere (da Marmomacc a StonExpo Marmomacc Americas), oppure da Confindustria Marmomacchine (in media 15/20 manifestazioni l’anno sui principali mercati esteri). I primi risultati positivi sono emersi da StonExpo Marmomacc Americas, conclusasi a fine gennaio scorso a Las Vegas, alla quale hanno partecipato oltre venti aziende che hanno registrato significativi ritorni commerciali.

 

FOCUS ARCHITETTURA E DESIGN

Al fine di promuovere le opportunità di crescita del mercato attraverso gli eventi culturali e le sperimentazioni di alto livello, Marmomacc propone numerose iniziative nelle quali operatori, architetti e designer fanno conoscere la pietra e le sue molteplici applicazioni nella progettazione, nell’arredo di interni ed esterni, frutto di un profondo connubio tra sviluppo della tecnologia e un materiale duttile come la pietra, da sempre presente nella storia delle costruzioni dell’uomo.

Tra tutte spicca sicuramente la 12^ edizione del “Premio Internazionale Architetture di Pietra”, la cui giuria, composta da esperti di settore di livello mondiale, assegnerà il riconoscimento agli autori di una serie di interventi sulle grandi istituzioni di importanti città europee, su piccoli spazi urbani o su piccolissime strutture educative, situate in remote aree rurali.

Di notevole interesse sarà poi lo spazio dedicato a “Marmomacc Meets Design”, il cui tema, per questa edizione, sarà  “Spirito Mutante”.

Su “Irregolare Eccezionale”, tema di design proposto nella precedente edizione, Marmomacc ha presentato, come ormai di consueto, da tre anni a questa parte, una mostra alla Triennale di Milano che si  è svolta nel mese di aprile.

Sul fronte della formazione rimane forte l’impegno di Marmomacc nel promuovere una vera “cultura litica”, sia a livello internazionale che nazionale, grazie a due percorsi di riferimento: la formazione specialistica rivolta agli architetti degli Stati Uniti (AIA, American Institute of Architects), Gran Bretagna (RIBA, l’associazione professionale degli architetti inglesi), Canada (RAIC, l’associazione canadese),  Australia (AIA, Australian Institute of Architechts), Sud Africa (SAIA South African Institute of Architects), TexasTech, Facoltà di Architettura di Lubbok (USA), Ungheria (MEK Associazione Ungherese degli Architetti), Francia (Ecole d’Architecture Paris Malaquais).

Anche l’Italia è fortemente impegnata nell’attività formativa che porta avanti attraverso la collaborazione e il sostegno delle università. Ne sono un esempio il master di 2° livello organizzato dal dipartimento di progettazione del Politecnico di Milano e la collaborazione ai corsi di progettazione con la pietra realizzati insieme al Politecnico di Milano, polo regionale di Mantova; la facoltà di Architettura di Ferrara, la facoltà di Ingegneria di Trento, quelle di Architettura di Pescara e del Politecnico di Bari, D.I.C.E.A. Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza.

I risultati della formazione verranno presentati a Marmomacc nell’ambito di una mostra allestita nell’area espositiva all’interno del padiglione 7B, vicino all’Agorà, spazio dedicato ai convegni e agli incontri didattici.

Martedì 03 Maggio 2011 | 908 hits |  E-mail
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Aziende/Prodotti
DSCN5521Un'installazione su misura dei portoni sezionali Hörmann per un capannone in struttura leggera, realizzato come ampliamento di un'importante officina laziale specializzata in interventi su autoveicoli industriali e commerciali
 Tomarcar è un'azienda a conduzione familiare fondata nel 1920, specializzata nell'assistenza ai veicoli industriali e commerciali. Marco Minicozzi è l'Amministratore e responsabile della sede di Guidonia: “L'attività si svolge in tre diverse officine, ciascuna con una propria specializzazione. Oltre alle sedi specializzate negli interventi sulle autocisterne e sui rimorchi, quella centrale è situata a Guidonia in prossimità del Centro Agroalimentare di Roma. In questa officina, autorizzata per i prodotti Man e Renault, ci occupiamo dell'assistenza agli automezzi di tutte le marche.” L'officina di Guidonia si è trasferita nell'attuale sede alla fine del 2006. “In quell'occasione avevamo effettuato alcuni lavori edili, fra cui l'installazione di alcuni portoni sezionali industriali marchiati Hörmann. Recentemente, dovendo ampliare gli spazi a disposizione, abbiamo iniziato l’edificazione di un padiglione esterno che affianca l'officina, realizzato con un sistema costruttivo leggero. Questo fabbricato, che entrerà in piena attività nell'aprile 2011, è concepito con tutte le funzionalità e le dotazioni di un'officina vera e propria per la manutenzione e riparazione di automezzi pesanti. Al momento, lo utilizziamo anche per il rimessaggio degli autoveicoli.” La struttura portante del nuovo capannone è di tipo modulare, composta da una successione di portali metallici collegati fra loro. Le pareti sono realizzate con pannelli sandwich in alluminio e materiale termoisolante, mentre la copertura a falde inclinate di circa 30° è costituita da teli plastici in pvc ignifugo. “Si tratta di un edificio flessibile, che può essere facilmente ampliato e, al limite, spostato in un altro sito, che sarà utilizzato soprattutto per i veicoli commerciali e per parte dei rimorchi. Il capannone è stato concepito prevedendo ingressi su entrambi i fronti lunghi, in modo da facilitare l'entrata e l'uscita degli automezzi senza necessità di effettuare particolari manovre all'interno. Di conseguenza, avevamo bisogno di una cospicua dotazione di portoni sezionali.” Perché avete scelto nuovamente i prodotti Hörmann? “Eravamo già soddisfatti della funzionalità e della solidità dimostrata dai portoni sezionali installati nell'officina principale, perciò abbiamo deciso di rivolgerci nuovamente a Hörmann anche in ragione dell'elevata qualità del prodotto. I nuovi portoni si abbinano al resto della struttura anche dal punto di vista estetico. Internamente, i portoni presentano guide inclinate allo scopo di mantenere libero gran parte del volume all'interno del capannone, indispensabile alla movimentazione dei mezzi anche con cassone alzato.” Siete soddisfatti della scelta? “La principale difficoltà tecnica ha interessato l'adattamento dei portoni alla struttura portante, mediante elementi ad hoc lavorati sul posto che hanno richiesto una regolazione più lunga e accurata. I prodotti e l'installazione presentano un buon livello di finitura e pulizia e possiamo ritenerci soddisfatti del risultato ottenuto.”
BOX Modelli, caratteristiche e peculiarità
Nel nuovo capannone dell'officina Tomarcar di Guidonia sono stati installati 13 portoni sezionali Hörmann SPU 40 (dimensioni 4.550 per 4.625 mm) con oblò. I portoni sono composti da elementi a doppia parete in acciaio zincato a caldo, con superficie protetta mediante mano di fondo in poliestere e verniciatura bianca per uniformarsi al colore dell'edificio, tutti dotati di protezione salvadita. Oltre alla cartella superiore (4.550 per 495 mm), i coprifili necessari per fissare le guide, i tubolari copriguida e i profili perimetrali in alluminio sono stati realizzati appositamente per connettere la struttura esistente e i portoni, mentre all'interno del capannone i binari per lo scorrimento superiore sono inclinati di 16°. Tutti i portoni sono a funzionamento manuale, quindi con paranco demoltiplicato e tendicatena. L'intera commessa è stata seguita dal geom. Ferri Pierluigi dell'Agenzia di vendita Hörmann Roma Sud.
Martedì 03 Maggio 2011 | 1675 hits |  E-mail
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Aziende/Prodotti

isola_bracierell vaso/braciere "Mago di Oz" nella finale del reality vinto quest'anno da Giorgia Palmas
Il Mago di Oz, il vaso/braciere prodotto dal marchio torinese Borella Design, è stato scelto dalla scenografa Susanna Aldinio per la finalissima del reality show di RAI2, andata in onda ieri Martedì 26 Aprile in prima serata e vinta dalla showgirl Giorgia Palmas.
Disegnato da Luisa Bocchietto per Borella Design “Il Mago di Oz” è un contenitore in alluminio alto 150 cm con 97 cm di diametro composto da due grandi elementi ovoidali leggermente eccentrici “incastrati” uno nell’altro.
Grazie alla forma asimmetrica e alla possibilità di essere posizionato sotto-sopra "Il Mago di Oz" assume aspetti diversi a seconda del punto di osservazione. La "magia" sta anche nella pluralità di funzioni: contenitore di diverse capienze, porta-vasi o braciere.
E' in questa suggestiva modalità che Susanna Aldinio ha "visualizzato" il "Mago di Oz" posizionandone 6 negli spazi milanesi di Rho Fiera dove i finalisti dell'Isola dei Famosi hanno affrontato l’ultima prova di abilità.
Un progetto emblematico della filosofia del marchio Borella Design che per costruirlo ha realizzato due stampi in ghisa di oltre 100 quintali su cui le lastre di alluminio vengono sagomate e  rifinite a mano per rimuovere ogni traccia di saldatura.

Borella Design è un marchio piemontese di arredi hi-tech per interni ed esterni che nasce dalla sofisticata competenza tecnologica acquisita dalla famiglia Borella nel settore automotive.

Venerdì 29 Aprile 2011 | 1667 hits |  E-mail
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Aziende/Prodotti
Navello, la storico marchio piemontese di serramenti in legno, ha ottenuto al termine di un complesso percorso di analisi e controlli, la certificazione internazionale PEFC* (Programme for Endorsement of Forest Certification), che riconosce all'aziend a l'utilizzo di legnami provenienti da foreste controllate e gestite secondo criteri di sostenibilità ambientale. Un risultato particolarmente significativo nel 2011: Anno Internazionale delle Foreste per le Nazioni Unite. La sensibilità comune ha infatti ormai compreso quanto il patrimonio forestale/boschivo sia fondamentale per la sopravvivenza stessa del pianeta e quanto sian dunque strategica ogni singola riconversione industriale che aiuti a preservarlo. In Italia, aziende eticamente responsabili cone Navello spa di Monchiero hanno da tempo deciso di fondare il proprio sviluppo su uno sfruttamento responsabile del patrimonio boschivo Un impegno portato da Renato Navello (Amministratore Delegato dell'azienda famigliare) anche all'interno della Confindustria di Cuneo e nell'associazione Legno Finestra Italia, promossa insieme a un pool di aziende del settore legno per promuovere l'eccellenza italiana nel mondo. Quella della famiglia Navello è la storia di una tradizione produttiva famigliare tra le più longeve nel nostro Paese. Fondata nel 1824 a Dogliani (CN) come bottega artigiana di falegnameria dal Cavalier Sebastiano Navello, l'azienda che oggi continua a portare il suo nome è cresciuta attraverso le generazioni seguendo un percorso basato sulla qualità dei materiali e sullo sviluppo di tecnologie sempre più sofisticate per la lavorazione del legno. Sebbene l'azienda abbia sviluppato nel tempo una capacità produttiva di livello industriale, la dimensione artigianale è rimasta nel Dna dell'azienda -oggi leader nella produzione di serramenti in legno su misura- per il mercato della piccola edilizia residenziale ma anche per cantieri importanti. Fra le produzioni Navello: serramenti, portoncini di primo ingresso, persiane e antoni, realizzabili su disegno e in qualsiasi dimensione. Informazioni: 0173 792010 www.navello.it
Martedì 18 Gennaio 2011 | 1159 hits |  E-mail
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Aziende/Prodotti

povoINNOVATIVA LA PAVIMENTAZIONE IN BAMBOO VOLUTA DAL PROGETTISTA, IL PRESTIGIOSO STUDIO ISHIMOTO, FORNITA E MESSA IN POSA DA MACCANI

 Inaugurato a Povo, in provincia di Trento, il primo dei due blocchi del nuovo complesso universitario delle Facoltà di Scienze ed Ingegneria. Realizzato con i contributi della Provincia Autonoma di Trento e costato 30 milioni di euro, il blocco ospita 30 aule per 2.400 posti dislocati su una superficie totale di 20.800 mq. ed è dotato di una particolare pavimentazione in legno di bamboo (6.500 mq) realizzata e posata dalla Maccani Pavimenti di Trento.

La scelta del bamboo per la pavimentazione è stata voluta dai progettisti dello storico e prestigioso studio ISHIMOTO, in considerazione del fatto che si tratta di un legno estremamente resistente, molto più di altre essenze (30% più duro rispetto al parquet di quercia, per esempio), leggero, elastico, stabile e fornito di proprietà antibatteriche contro tarme e muffe.

Inoltre il bamboo è una delle specie di piante con la ricrescita più veloce al mondo. Si rigenera immediatamente e in un lasso di tempo inferiore rispetto agli altri legni e per questo rappresenta una risorsa inesauribile. La scelta di utilizzare questo legno per la pavimentazione, dunque, aiuta anche a conservare le foreste, preservando le altre specie con una crescita più lenta.

In particolare, il pavimento fornito e posato per l'Università di Povo è un legno massello di bamboo "horizontal" fumé, composto da listoni della misura di mm 15x96x960, levigato e verniciato in opera con speciali vernici di classe 1 per la reazione al fuoco.

Il blocco universitario appena completato ha la funzione di favorire le attività di integrazione e multidisciplinarietà tra le materie, la ricerca nel campo delle biotecnologie e contiene tutti i servizi generali quali la mensa-ristorante, la biblioteca, le aule studio, la segreteria e le attività gestionali e tecnico-amministrative, oltre a due piani interrati destinati a parcheggio.

La conclusione dei lavori con la consegna del secondo blocco è prevista per inizio 2012.

Martedì 04 Gennaio 2011 | 2715 hits |  E-mail
Aziende/Prodotti
Tags: habitech

habitechANPE - Associazione Nazionale Poliuretano Espanso rigido, in collaborazione con Habitech – Distretto Tecnologico Trentino, ha realizzato le “Linee guida di interpretazione dei contributi del poliuretano espanso rigido rispetto ai crediti dello standard LEED®”. Il documento è disponibile online.
Negli ultimi anni è sempre più forte la sensibilità da parte degli operatori del settore delle costruzioni nei confronti della sostenibilità in edilizia e in particolar modo riguardo alla certificazione LEED. Vista la diffusione di questo standard è quindi utile che progettisti e professionisti dispongano di adeguate informazioni circa le performance dei prodotti rispetto alle caratteristiche richieste da LEED. Le linee guida a cura delle Associazioni di categoria hanno lo scopo di rispondere a quest’esigenza. Per questo motivo ANPE - Associazione Nazionale Poliuretano Espanso rigido, con la collaborazione del Servizio Mappatura Prodotti di Habitech - Distretto Tecnologico Trentino, ha elaborato le “Linee guida di interpretazione dei contributi del poliuretano espanso rigido rispetto ai crediti dello standard LEED®”. Le linee guida intendono fornire un sintetico supporto conoscitivo al sistema di certificazione LEED e una chiave interpretativa dei crediti ai quali possono contribuire gli isolanti in poliuretano espanso rigido. Il documento è disponibile online agli indirizzi: - http://www.poliuretano.it/file_pdf/Linee_Guida_LEED.pdf  - http://www.habitech.it/uploaded/news/nov%202010/Linee%20Guida%20LEED_POLIURETANO.pdf
La certificazione LEED viene rilasciata all’edificio, non al singolo prodotto. Tuttavia materiali e prodotti da costruzione possono contribuire in modo significativo, se conformi, ai requisiti richiesti dai crediti LEED. Le Linee Guida ANPE per il sistema LEED rappresentano un ulteriore passo sulla strada della corretta valutazione della sostenibilità ambientale di questo materiale. È questo uno dei temi prioritari per l’Associazione italiana che già nel 2007 ha rilasciato uno dei primi studi sul Life Cycle Assessment delle schiume poliuretaniche condotto su tre diverse tipologie di prodotti. Dall’approfondimento a livello aziendale di questo studio sono derivate le prime certificazioni EPD (Enviromental Product Declaration) di prodotti in poliuretano verificate da Enti Terzi e depositate presso l’Istituto svedese di controllo del sistema internazionale EPd (http://www.environdec.com). All’interno di una politica associativa di grande attenzione per i temi ambientali, l’interesse degli associati ANPE per lo sviluppo delle Linee Guida LEED deriva da diversi fattori: la valenza internazionale del protocollo, la sua flessibilità di implementazione a livello locale, la valutazione globale del “sistema” edificio, l’attenzione agli aspetti energetici e prestazionali, l’assenza di considerazioni aprioristiche sulla “natura” o “provenienza” dei prodotti impiegati, la consapevolezza che la riduzione degli impatti ambientali dei processi costruttivi richiede, a tutti i soggetti coinvolti, sia capacità e idee innovative sia una nuova e più razionale valutazione del rapporto costo/beneficio ambientale delle scelte edilizie. Secondo Carlo Battisti, Program Manager del Servizio Mappatura Prodotti di Habitech, “Il poliuretano espanso rigido garantisce un ottimo isolamento termico e possiede eccellenti caratteristiche tecniche (resistenza meccanica, stabilità dimensionale, inalterabilità, durabilità). Seguendo i principi del protocollo LEED riteniamo di aver reso più esplicite le sue caratteristiche di sostenibilità, basandoci sulle qualità del materiale e proponendo delle procedure di posa e impiego semplici, razionali e rispettose dell’ambiente”. Erika Endrizzi, coordinatrice Habitech del progetto, sottolinea: “ La collaborazione con ANPE nella stesura delle linee guida è stata molto proficua, caratterizzata da un notevole interesse e da un’attiva partecipazione da parte di numerosi associati. Tutto ciò ha portato a un documento chiaro e completo, nel quale sono emerse le caratteristiche di sostenibilità che anche un prodotto come il poliuretano può vantare.”

LEED®

Lunedì 13 Dicembre 2010 | 357 hits |  E-mail

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